Perché è importante raccontare le fiabe classiche ai bambini

L’importanza delle fiabe classiche

Le fiabe fanno parte del patrimonio dell’umanità: da sempre genitori, nonni, zii le hanno lette e raccontate ai piccoli, assorti ad ascoltare. Principesse, re e regine, fate, maghi, streghe, animali parlanti, bambini sono protagonisti di queste storie senza tempo, che fanno sognare grandi e piccini da generazioni.
Le fiabe, le leggende, i miti, da sempre, rappresentano per i bambini gli strumenti attraverso i quali addentrarsi nel mondo degli adulti, comprenderne i meccanismi di funzionamento, le regole, i giochi di ruolo. Il mondo di fantasia in esse rappresentato non differisce, infatti, dall’immaginario fantastico messo in scena dai bimbi durante il gioco, un mondo in cui i personaggi si dividono in buoni e cattivi, gli oggetti hanno poteri magici e tutto è possibile.
Attraverso le favole, i bambini imparano che per ogni problema esiste una soluzione e che ogni il male può essere sconfitto dal bene. In questo modo, riescono a controllare le loro paure, l’ansia, gli incubi della notte. Imparano, insomma, a misurarsi con se stessi e, in questo modo, ad affrontare i problemi della vita di tutti i giorni. I personaggi monolitici, buoni o cattivi, protagonisti o antagonisti, facilitano l’immedesimazione, mentre il linguaggio utilizzato, fatto di immagini e simboli, è facilmente comprensibile per un bimbo che, ancora non in grado di decodificare i ragionamenti astratti, è perfettamente a suo agio con la sequenza di immagini tipica delle favole classiche.
Insomma, a tutti gli effetti le fiabe sono i primi strumenti educativi che mamma e papà ed educatori possono utilizzare per aiutare il bambino a crescere.Per imparare a destreggiarsi nella vita e superare quelle che per lui sono realtà sconcertanti, il bambino ha bisogno di conoscere se stesso e il complesso mondo in cui vive. Gli occorrono un’educazione morale e idee sul modo di dare ordine e coerenza alla dimensione interiore. Cosa può
giovargli più di una fiaba, che ne cattura l’attenzione, lo diverte, suscita il suo interesse e stimola la sua immaginazione? Sia essa Cappuccetto rosso, Cenerentola o i tre porcellini, la fiaba popolare, anche se anacronistica, trasmette messaggi sempre attuali e conserva un significato profondo per conscio, subconscio e inconscio. Si adegua perfettamente alla mentalità infantile, al suo tumultuoso contenuto di aspirazioni, angosce, frustrazioni, e parla lo stesso linguaggio non realistico dei bambini.Tratta di problemi umani universali, offrendo esempi di soluzioni alle difficoltà. È atemporale e i personaggi dei suoi scenari fantastici sono figure archetipiche che incarnano le contraddittorie tendenze del bambino e i diversi aspetti del mondo. Le situazioni fiabesche, rispettando la visione magica infantile delle cose, esorcizzano incubi inconsci, placano inquietudini, aiutano a superare insicurezze e crisi esistenziali, insegnano ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita

 

 Il significato delle fiabe 

 

Cenerentola, Cappuccetto Rosso, I tre Porcellini, Scommetto che le conoscete tutti. Ma sapete esattamente come sono nate e qual è il loro significato?
Le fiabe hanno origine da racconti orali che nascevano dalle esperienze popolari e da avvenimenti considerati soprannaturali e che venivano tramandati di generazione in generazione. Una serie di studiosi col trascorrere degli anni hanno cominciato a mettere per iscritto questi racconti, così sono giunti fino a noi.
Le fiabe presentano elementi fantastici, talvolta magici o religiosi, i suoi protagonisti sono fanciulle, principi e principesse, mostri ed eroi, animali, personaggi buoni e personaggi cattivi alle prese con avventure straordinarie. Le fiabe possiedono significati a tanti livelli ma non trasmettono nessun insegnamento. I loro messaggi sono universali e sempre attuali, parlano ai bambini col loro stesso linguaggio non realistico e li aiutano a comprendere
meglio se stessi e il mondo che li circonda.

Autori e trascrittori

Fra i trascrittori di fiabe più noti della tradizione europea segnaliamo Charles Perrault(attivo nella prima metà del Settecento), i fratelli Grimm (prima metà dell’Ottocento), e i più recenti Italo Calvino e William Butler Yeats. Le famose fiabe di Andersen(Ottocento) non sono trasposizioni di racconti orali, bensì opere originali da lui scritte per rivolgersi ai bambini. Le sue fiabe nascono dai ricordi della sua infanzia, dalla sua fantasia e dalla situazione sociale del suo tempo, proprio come accadde in Inghilterra con Lewis Carrol (Alice nel Paese delle Meraviglie) e James Matthew Barrie (Peter Pan) in Italia con Collodi e, in tempi più recenti, con Gianni Rodari.

Le fiabe più note? Sono troppe per citarle tutte!
Il piccolo Regno Incantato, a Montecatini Terme, ne mette in scena otto : Alice nel paese delle Meraviglie, Biancaneve e i sette nani, Peter Pan, I tre Porcellini, Cappuccetto Rosso, Pinocchio, Cenerentola, laSpada nella Roccia.